L’Etica dell’Architetto : Ippocrate e Vitruvio

da:

Se Venezia Muore” – Einaudi : 2014

di Salvatore Settis

« …”l’Architettura moderna è intollerante, gli architetti preferiscono alterare i contesti esistenti anziché potenziarli” …. ma l’architetto che snatura irreversibilmente i contesti lo fa di regola per conto terzi, mettendosi al servizio di chi paga in denaro (il committente) o in favori (la politica). Le virtù estetiche delle architetture, vantate dagli stessi progettisti e dai critici, mascherano il cinismo delle operazioni finanziarie e immobiliari che le hanno innescate. La legittimazione estetica de-responsabilizza l’architetto e vale come alibi per i suoi committenti: è il fenomeno della copertura professionale di operazioni speculative ad opera di grandi architetti… »

« … il suo mestiere ha un forte e capillare impatto … attraverso le modificazioni dell’ambiente urbano e del paesaggio, cioè delle condizioni non solo della vita quotidiana dei suoi cittadini, ma anche delle dinamiche della societá civile. … »

« … [ma] nel mestiere dell’architetto esiste un’etica professionale ? Un architetto deve solo obbedire alle richieste del suo committente, oppure, quando prgetta e costruisce un edificio o trasforma un paesaggio o una città, deve avere in mente un più ampio orizzonte? … »

 

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